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SH-IP

Non tutti i pazienti possono essere operati nel corso di programmi medici internazionali. Alcuni bambini e giovani adulti, affetti da gravi malformazioni del volto o da esiti complessi di ustioni, necessitano di trattamenti altamente specialistici che richiedono risorse, competenze e ambienti chirurgici all’avanguardia.

È per rispondere a questi casi straordinari che Smile House Fondazione ETS ha sviluppato il programma SH-IP (Smile House International Program): un’estensione naturale della nostra missione per garantire che nessun paziente venga lasciato indietro.

La nostra missione: oltre ogni confine

L’obiettivo di SH-IP è portare in Italia i pazienti più fragili e complessi, offrendo loro accesso a percorsi di cura multidisciplinari in contesti ospedalieri ad alta specializzazione.

Accogliamo pazienti provenienti anche da Paesi in cui la rete Smile House non è ancora presente, spesso segnalati da Ambasciate, autorità locali o organizzazioni umanitarie. Per noi, il diritto alla salute e all’inclusione sociale non conosce confini geografici.

Una rete di accoglienza e solidarietà

Ogni paziente che arriva in Italia attraverso il programma SH-IP trova una rete pronta ad accompagnarlo. Questo è possibile grazie a collaborazioni consolidate con realtà che condividono i nostri valori:

Associazione KIM Onlus
L’associazione da anni accoglie e ospita piccoli pazienti extracomunitari durante il loro soggiorno in Italia, offrendo loro un ambiente protetto e familiare nei periodi pre e post-operatori.

Cooperativa IRIDE
È la cooperativa con cui abbiamo collaborato per la presa in carico di una famiglia rifugiata dal Togo, permettendo a una bambina affetta da labiopalatoschisi di essere operata con successo.

Storie di cura: il nostro impatto nel Mondo

Nel corso degli anni, abbiamo applicato il protocollo SH-IP in contesti logistici differenti, riuscendo sempre a fornire un aiuto concreto a pazienti provenienti da ogni parte del mondo.

2017-2024 | Ospedale Celio – Smile House Roma

Bara’a Al-Juki, bambina libica nata nel 2016 con labiopalatoschisi, è stata operata nel 2017 e nel 2018 presso l’ospedale Celio dell’Esercito Italiano.
Nel febbraio 2024 è tornata in Italia per un’ulteriore intervento presso il Centro Smile House di Roma, dove ha successivamente iniziato la terapia ortodontica. Accompagnata dal papà, Bara’a si è poi fermata in Italia per il decorso postoperatorio, durante il quale il nostro team sanitario ha continuato a monitorare il corretto andamento delle cure ortodontiche.

2024 | Portaerei Cavour

A bordo di Nave Cavour, ormeggiata a Taranto, abbiamo preso in carico tre pazienti armeni con gravi patologie del volto. Uno di loro ha poi proseguito le cure presso il Centro Smile House di Roma, all’interno dell’Ospedale San Filippo Neri.